LETTERA DELL'ISPETTORE

sabato 24 aprile 2010
LETTERA DELL'ISPETTORE

Carissimi Confratelli,
sin dai primi momenti della conclusione della Festa Ispettoriale di Caserta, avrei voluto scrivere quanto oro scrivo. Un po’ di stanchezza e il solito incombere di altri impegni mi hanno costretto a farlo solo ora. Anche se, dunque, non a caldo, ritengo opportuno condividere con voi un sentimento: è quello della gratitudine e della speranza.
Un grazie a tutti per la partecipazione. Penso di poter dire che c’eravamo proprio tutti. Nel senso che, pur sacrificando qualche confratello che è dovuto rimanere in comunità, vi erano rappresentanze di confratelli e di laici di tutte le nostre comunità. Sappiamo bene cosa voglia dire, in termini di impegno e sacrificio, coinvolgersi e coinvolgere per questi momenti. Sappiamo anche cosa voglia dire fare i tanti km della Salerno-Reggio, gli altrettanto numerosi km partendo dalla Puglia Sud, o addirittura venire con un pullman da Pristina e da Scutari. Sono piccoli e grandi sacrifici motivati dalla voglia di condividere un momento di fraternità, esprimere un grazie, rafforzare un’appartenenza, sostenersi e incoraggiarsi nel comune lavoro a servizio dei ragazzi e dei giovani. Certo, quest’anno siamo stati tutti un po’ più spinti anche dalla voglia di ritrovarci insieme al successore di Don Bosco e dal desiderio di ricordare Don Rua, esprimendo a lui la nostra riconoscenza per la particolare predilezione avuta nei confronti dei nostri territori. Penso che sia stato molto bello ritrovarsi in tanti per condividere tutto ciò; lo stesso Rettor Maggiore ne è rimasto molto contento e piacevolmente sorpreso.
Un grazie a quanti hanno contribuito per la riuscita della manifestazione. Pur se la pioggia ci ha costretto a seguire altri …piani, rovinando quello che poteva essere un simpaticissimo momento di festa pomeridiano, ritengo di poter confermare il giudizio positivo espresso da parecchi di voi. Piccole imperfezioni, come sempre, ci sono state e altre cose le si poteva pensare meglio, ma nell’insieme possiamo essere soddisfatti. Un grazie, dunque, alla comunità di Caserta che ha portato il peso di non poche cose organizzative. Un grazie a don Gino Cella e all’èquipe di PG per la programmazione e per l’intera realizzazione. Un grazie a quant’altri hanno dato il loro contributo.
Un bellissimo momento come quello che abbiamo vissuto, si porta dietro anche non poche speranze: una maggiore fraternità tra di noi, la voglia di continuare a fare a metà con Bosco, il desiderio che molta gente lo possa voler fare insieme con noi per il bene dei giovani, un maggiore entusiasmo a livello locale… Volendo e non volendo, si è parlato anche di scelte vocazionali esplicite; il Rettor Maggiore lo ha fatto molto apertamente nella buonanotte di sabato. So anche che molti di voi si sono attivati invitando giovani e sobbarcandosi qualche onere anche con questo piccolo desiderio nel cuore. Dovremmo tutti nutrire la non inopportuna speranza che il Signore voglia benedire il nostro impegno anche con il dono di qualche vocazione. Speranza che, con affetto, affidiamo a Don Rua, in questo particolarissimo anno.
Ancora un grazie di cuore, un vivo apprezzamento e un saluto cordiale, specie a quanti l’ho dato distrattamente durante la festa o a quanti son rimasti a casa perché impossibilitati da stati di salute o da logiche di opportuna alternanza e sostituzione.
Con affetto.


Don Pasquale Martino
Ispettore

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