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Missionari “qui e ora”
Dal 2 al 4 gennaio, 110 animatori di primo e secondo livello, provenienti dagli Oratori Salesiani (SdB) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) del Sud Italia, hanno preso parte allo Stage di formazione del Movimento Giovanile Salesiano (MGS). In due location, Napoli e Gallipoli, i giovani sono confluiti per vivere giorni intensi di crescita attraverso momenti teorici, laboratoriali e di fede, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza e la responsabilità del loro servizio educativo e pastorale in stile salesiano.
Presso la casa salesiana “Don Bosco” di Napoli, i ragazzi tra i 14 e i 17 anni campani, lucani e calabri, suddivisi in Dreamers (I livello) e Thumblers (II livello), hanno approfondito il tema della missionarietà salesiana, vissuta sulle orme dei fondatori, Don Bosco e Madre Mazzarello.
L’obiettivo principale è stato quello di riscoprire cosa significhi essere un vero animatore salesiano missionario: una figura capace di guardare oltre i confini del proprio oratorio, ma soprattutto di vivere la missione nel quotidiano, lì dove ciascuno è chiamato a operare. Attraverso lezioni frontali, attività e momenti di confronto, i giovani hanno approfondito come tradurre l’amorevolezza e la fede in gesti concreti di servizio, ispirandosi alla vita e alle scelte dei fondatori.
Un momento particolarmente incisivo è stato il laboratorio immersivo “Se fossi nato in”, dedicato al tema della giustizia sociale. I partecipanti si sono messi nei panni di coetanei nati in contesti socio-economici e geografici diversi, sviluppando empatia, consapevolezza delle disuguaglianze e il desiderio di un impegno attivo per un mondo più giusto. In perfetto stile salesiano, non sono mancati anche momenti di gioia e gioco: due serate di balli, karaoke e attività ricreative hanno favorito il rafforzarsi dei legami e la scoperta della bellezza di appartenere a una grande rete, quella dell’MGS ispettoriale. L’entusiasmo, la fraternità e la partecipazione hanno caratterizzato l’intera esperienza. Particolarmente significativo è stato anche il momento dell’Adorazione Eucaristica, durante il quale i ragazzi hanno riflettuto su come la missionarietà non significhi necessariamente partire per terre lontane, ma portare luce dove c’è buio, qui e ora. La preghiera e la condivisione hanno consolidato il senso di appartenenza e il desiderio di continuare il cammino intrapreso. L’ultimo giorno è stato dedicato al momento degli esami, vissuto con un misto di emozione e responsabilità. Ogni animatore ha presentato il proprio “Capolavoro” – un disegno, una frase o una sintesi creativa – capace di racchiudere non solo i contenuti appresi, ma soprattutto ciò che aveva maggiormente toccato la propria vita. Un colloquio pensato non come semplice verifica, ma come occasione per rileggere in modo consapevole il proprio percorso e integrare sempre più lo stile dell’animatore salesiano.
In contemporanea, anche all’Ostello “Salento” di Alezio (Gallipoli) gli animatori degli Oratori pugliesi hanno vissuto uno Stage altrettanto ricco e coinvolgente. Qui il cammino formativo si è sviluppato attorno a tre grandi temi: la Spiritualità Giovanile Salesiana, l’animazione missionaria e l’educazione alla pace.
Il percorso è iniziato con un approfondimento sulla SGS, analizzando i suoi cinque pilastri. Successivamente, i ragazzi si sono divisi in gruppi di lavoro, ciascuno chiamato a riflettere su alcuni dei pilastri contestualizzati in situazioni concrete: esperienze personali, dinamiche vissute in oratorio e sfide quotidiane dell’animazione. Questo approccio ha favorito una riflessione autentica, capace di unire teoria e vita reale.
La giornata successiva è stata dedicata in modo particolare all’animazione missionaria, intesa come capacità di essere missione nel territorio e nell’ambiente in cui si vive, senza necessariamente “partire lontano”. Tre animatori missionari hanno condiviso le loro testimonianze di esperienze estive, aprendo un dialogo ricco e stimolante. Divisi nuovamente in gruppi, i partecipanti hanno riflettuto su come quelle esperienze potessero illuminare anche il proprio cammino personale e il servizio educativo quotidiano.
L’ultima parte dello Stage pugliese, ha visto i ragazzi impegnati sul tema dell’educazione alla pace, affrontato ancora una volta attraverso casi concreti: divisioni in oratorio, incomprensioni, pettegolezzi e conflitti. Gli animatori sono stati invitati a interrogarsi su come costruire e comunicare la pace nei propri ambienti, diventando veri promotori di dialogo e riconciliazione. In questo percorso, i giovani sono stati i veri protagonisti, mettendo in gioco idee, esperienze e proposte.
Sia da Napoli che da Gallipoli i ragazzi sono ripartiti con una gioia profonda, consapevoli non solo di ritrovarsi nei prossimi appuntamenti, ma soprattutto di poter riportare nelle proprie realtà locali quanto vissuto e costruito in questi giorni intensi. Uno Stage che ha seminato, con la qualità dei suoi momenti formativi, entusiasmo, responsabilità e desiderio di continuare a camminare insieme, come animatori salesiani al servizio dei giovani.

