Vai avanti!

mercoledì 3 giugno 2026
Vai avanti!

Si sono appena concluse le Giornate di Spiritualità per i Laici coinvolti in ruoli di corresponsabilità nelle Opere salesiane, una esperienza di 3 giorni profonda a Napoli, dal 30 maggio a primo giugno 2026, capace di parlare al cuore con chiarezza e intensità, fortemente volute dal Consiglio Ispettoriale, per il secondo anno, per i laici che hanno incarichi di responsabilità, nelle case salesiane del sud Italia.

Paolo de Martino, laico, sposato e con 2 figli, attualmente insegnante di Religione nelle scuole superiori, con Baccalaureato in Filosofia e in Teologia nonché laurea in Scienze dell’educazione, attraverso uno stile accessibile e coinvolgente, ci ha offerto un’occasione straordinaria per interrogarci, approfondire, lasciarci trasformare. Abbiamo potuto sperimentare una breve ma significativa esperienza di fede saldamente radicata nel reale, ma spalancata alla trascendenza.
Nel ripercorrere l’incontro di Gesù con alcuni personaggi del Vangelo, quali Zaccheo, l’adultera, Pietro…. siamo rimasti affascinati: l’entrare di Gesù nella loro vita porta a un cambiamento, non tanto perché si impegnano per migliorare, ma perché sono incontrati e animati dall’amore. Dio è gratuità, ci ama e basta, non ci giudica: e questo è meraviglioso!
Gesù porta parole e gesti di perdono che cercano accoglienza e desiderio: infatti, nella Chiesa e nel mondo, “Non c’è bisogno di bravi funzionari, ma di persone che abbiano un desiderio, un fuoco interiore”.

Non è un caso che abbiamo abitato e “gustato”, in questi giorni, la nuova cappella del Centro Ispettoriale, dove sembra risuonare la voce di don Bosco che si rivolge al giovane Michele Rua: “Io e te faremo tutto a metà!”: un programma di vita per ognuno di noi che ha scelto di fare a metà con don Bosco, a partire dai propri limiti, dalla proprie fragilità “dorate”, come quelle che decorano l’altare.

Sono partita da Cisternino in ricerca di una direzione spirituale concreta, profonda e ringrazio di cuore per questa bella opportunità di “sosta spirituale” che ha permesso di fermarmi, fare silenzio, prendere fiato, grazie al confronto con la Parola. E adesso? Rientro nella mia amata e sofferta comunità, nel mio amato e sofferto quotidiano, trepidante, ma con un’idea nel cuore: “C’è solo un modo per uscire dal dolore: amarlo!”.

 

Cosimina D'Errico