Giornate di spiritualità della FS

giovedì 22 gennaio 2026
Giornate di spiritualità della FS

Ritornati da poco dalle 44sime Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana (GSFS) condividiamo volentieri la ricchezza dell’esperienza di questi giorni che hanno costituito una forte chiamata ad intraprendere il nuovo anno con lo slancio che ci offre la Strenna del Rettor Maggiore incentrata sulla fede.

A Valdocco, Torino, i tanti rappresentanti mondiali  dei diversi Gruppi della Famiglia Salesiana, tra cui anche  la Made Generale delle FMA, suor Chiara Cazzuola, il Coordinatore mondiale dei Salesiani Cooperatori, Antonio Boccia, il Presidente mondiale degli Exallievi, Bryan Magro, la Responsabile Mondiale delle VDB, Dagmar Duoetiira,  si sono uniti insieme attorno a Don Fabio Attard, XI Successore di Don Bosco. E c’eravamo anche noi della FS IMER (Famiglia salesiana dell’Italia Meridionale): Sdb, Fma, Asc, Ex-Sdb, Ex-Fma, Hds, Novizio Sdb, Postulanti Fma della nostra IMER ( con 1Sdb ed 1Asc della Delegazione Albania), per un totale di 15 presenze. Sì, tutti ad ascoltare don Fabio, che con   le  sue parole, ha evidenziato il significato più profondo e le implicazioni della sequela autentica di Gesù nello stile di Don Bosco, secondo il motto della Strenna da lui rilasciata: “Fate quello che vi dirà. Credenti, liberi per servire”.

La sessione inaugurale, con la presentazione ufficiale e la proiezione del video e il commento alla Strenna da parte del Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, è stata avviata dalle prime esibizioni introduttive che hanno visto protagonisti alcuni giovanissimi ragazzi della  scuola media di Valdocco e i novizi salesiani, cui è seguito il benvenuto a tutti i presenti del delegato della circoscrizione del Piemonte e Valle d’Aosta (ICP), don Leonardo Mancini. Successivamente, i due presentatori, Roberto e Silvia, hanno introdotto sul palco don Joan Lluís Playà, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana,che ha guidato i lavori e ha ricordato i tanti eventi dei mesi scorsi: Il Capitolo Generale dei Salesiani, l’elezione di Don Fabio Attard, l’addio a Papa Francesco e l’elezione di Papa Leone XIV, gli eventi del Giubileo, la canonizzazione di Maria Troncatti, il 150º anniversario della Prima Spedizione Missionaria Salesiana.

Dopo un momento iniziale di preghiera e d’invocazione della presenza dello Spirito Santo e di Maria su queste GSFS, si è poi entrati nel vivo, con la proiezione del video della Strenna del Rettor Maggiore. I membri dei vari gruppi della Famiglia Salesiana presenti hanno osservato con attenzione il video, raccogliendone i primi spunti e le suggestioni. Lo stesso Rettor Maggiore ha presentato poi a tutti i presenti con grande apertura di cuore il suo messaggio della Strenna.
Nel suo intervento il Rettor Maggiore è partito dalla strenna precedente: infatti, se il 2025 della Famiglia Salesiana – insieme a quello di tutta la Chiesa nel suo anno giubilare – è stato segnato dalla speranza; e se la speranza cristiana non è un sentimento, “ma è una persona, Gesù Cristo”; allora per Don Attard è stato naturale indicare il passo successivo da proporre a tutti i salesiani e alla Famiglia Salesiana: fidarsi di quella persona, crederGli, e in definitiva, ricercare e ascoltare più la sua voce e la sua volontà, che quelle proprie.
Da qui, anche la sua sottolineatura metodologica per far fruttificare le intuizioni della Strenna: avvalersi non solo del video, ma anche del testo elaborato e diffuso, e prenderlo e riprenderlo più volte durante l’anno, confrontandosi con coraggio sulle domande e le proposte d’azione che concludono le quattro sezioni del messaggio.
Ancora, Don Attard è rimasto a disposizione delle domande precedentemente raccolte, su molti temi: “Cosa è possibile apprendere dai primi missionari salesiani? Cosa fare per migliorare il nostro ascolto di Dio oggi? Come la Famiglia Salesiana dovrebbe reagire di fronte alle sfide del presente? Come fare perché le attività pastorali ed educative non siano solo piani e progetti umani, ma frutto di un vero ascolto della volontà di Dio? Come si articolano oggi la dimensione laicale e quella consacrata nella comune missione salesiana?”.
Con chiarezza ed efficacia di parola, il Rettor Maggiore ha esortato tutti a non ricercare soluzioni preconfezionate alle sfide del presente, ma ad avere l’atteggiamento di Maria a Cana, lo stesso che era alla base di tutta l’azione pastorale di Don Boscoe che venne portato avanti anche dai suoi missionari. “Cosa farebbe Don Bosco oggi? Stiamo guardando la realtà alla luce della Parola? sono alcune delle provocazioni-risposte lasciate dall’XI Successore di Don Bosco, che ha concluso rinnovando l’invito a ricercare sempre una relazione costante con Dio come primo e fondamentale passo di ogni azione. Anche nella Messa introduttiva nella Basilica di Maria Ausiliatrice, il Rettor Maggiore, a partire dalla guarigione del lebbroso ha esortato gli educatori a “contaminarsi” di compassione.

Nelle giornate seguenti, dopo la prima sessione di approfondimento della Strenna, abbiamo avuto l’opportunità di meditare il brano di Cana grazie alla lectio divina dal titolo “Il Vangelo è festa”, guidata dal diacono permanente torinese, Paolo De Martino. E’ stata una rilettura profonda di uno dei testi più noti del Vangelo di Giovanni, in cui sono stati evidenziati la forza simbolica e la sua attualità per la vita cristiana e salesiana. La successiva condivisione nei gruppi linguistici, spazio prezioso di confronto concreto sulle sfide della fede oggi, ha offerto significative condivisioni di preghiera in diverse lingue.
Questa riflessione ci ha anche aiutati a comprendere dal di dentro la vita e la fede apostolica di Santa Maria Troncatti”, canonizzata recentemente il 19 ottobre 2025 e presentata nel pomeriggio da suor Francesca Caggiano FMA.

Ancora nel pomeriggio, a scelta dei partecipanti , l’opportunità di aderire  ad alcune proposte, per meglio conoscere varie declinazioni della santità salesiana, giovanile, con la mostra “Le ali di Maria Troncatti”, un’altra esposizione su Piergiorgio Frassati, la possibilità di visita al “Museo Casa Don Bosco” e una testimonianza su Akash Bashir.
La vicina chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo ci ospita per la celebrazione eucaristica. Questa scelta segna il radicamento della spiritualità salesiana nella grande tradizione della carità sociale che caratterizza Torino nel ricordo del santo piemontese Giuseppe Cottolengo. Infine, la preghiera del S. Rosario, curata dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) chiude la giornata.

Un importante confronto con la realtà dei giovani provenienti da diversi ambienti salesiani e dei gruppi laicali si è tenuto sabato in mattinata. La tavola rotonda dal tema “Svegliare ed accompagnare la fede dei giovani” si è avvalsa anche di testimonianze e buone pratiche già in atto molto interessanti.
Nel pomeriggio la speciale sessione dedicata al ricordo del 150° anniversario della fondazione dei Salesiani Cooperatori, nell’evento intitolato “Il sogno profetico di Don Bosco continua”, con una ricca e variegata condivisione tra le celebrazioni del passato, uno sguardo all’attualità e al futuro, seguito da una carrellata sui gruppi laicali nati nella Famiglia Salesiana. La serata fraterna conclude la giornata all’insegna della gioia salesiana.

L’ultimo giorno, domenica 18 gennaio, la celebrazione eucaristica conclusiva nella Basilica di Maria Ausiliatrice presieduta dal Rettor Maggiore Don Fabio Attard che ha esortato ciascuno dei presenti – e delle migliaia di persone collegate tramite le dirette streaming – a essere segno di gioia credibile nel mondo di oggi.
In questa celebrazione abbiamo ringraziato il Signore per la bellezza delle relazioni vissute e per la ricchezza del carisma salesiano. Ci siamo orientati quindi  verso le valutazioni finali, dapprima con dei confronti in piccoli gruppi di rilettura e di sintesi e poi, prima dell’invio conclusivo, nella sessione assembleare finale dei lavori delle GSFS 2026; l’invito per tutti è di vivere la fede come apertura al servizio quotidiano, soprattutto in favore dei giovani più fragili.

Portiamo con noi sensazioni molto forti. Abbiamo sperimentato tanta familiarità tra noi tutti. Abbiamo ricevuto una energia che rinforza la missione di accompagnare i giovani nel loro cammino di fede. Abbiamo vissuto un’esperienza di profonda comunione che ci ha spalancato il cuore e sappiamo che il dono ricevuto ci apre all’impegno di condivisione e di testimonianza che ci fa riaffermare le nostre scelte e adoperarci con un rinnovato entusiasmo a “Fare quello che ci dirà”.

 

Marinella Gioia