Il sud è come una tela...

martedì 12 giugno 2012
Il sud è come una tela...

A conclusione dell’esperienza dell’Harambée, parlano Alessia e Angelo, due  giovani oratoriani del centro Salesiano di Bova Marina. Alessia fa parte del 
Gruppo di Animazione Missionaria del suo oratorio, oltre ad essere animatrice; Angelo è impegnato come animatore.

 

Angelo: Nell’Oratorio Salesiano di Bova Marina (R.C.), casa di molti giovani da più di cent’anni, si è tenuto dall’1 al 3 giugno l’evento conclusivo di un percorso intrapreso dai giovani dell’Animazione Missionaria del Sud Italia (AMVIS IME). L’Harambée, parola che in dialetto sudanese vuole significare “incontro  festoso”, ha dimostrato la sua essenza epistemologica, concretizzandosi in 3 giorni di lavori utili ad unire pensieri ed emozioni di molte persone verso una direzione: “Il Sud è una tela, coloriamola di diritti”. 

 

La sera di venerdì 1 giugno è stata data l’occasione di vedere all’interno del Cineteatro Don Bosco l’ultima opera del regista Ermanno Olmi “Il Villaggio di Cartone”, film emblematico sulla tematica della bontà della fede, anche quando a questa tocca andare contro le logiche del pensiero comune, quindi sfidando il pensiero dei più. Un villaggio di cartone è quello costruito all’interno di una chiesa ormai in disuso, spogliata dei suoi ornamenti religiosi da un gruppo di immigrati africani clandestini che, per scappare alle autorità si rifugiano all’ interno dell’edificio e creano per una notte la loro casa, riparandosi con dei cartoni dalla pioggia che filtra dalle parti danneggiate. Ed è ora che la Chiesa compia una delle sue missioni più nobili: ora, spoglia e rovinata, riesce, grazie alle buone intenzioni di un vecchio prete, a tutelare il diritto alla vita e alla libertà dei più deboli proteggendoli dalla cattiveria, diventando rifugio e punto di condivisione per chi su di “lei” ha puntato tutto.  

 

Alessia:L'esperienza missionaria, ha cominciato a prendere corpo ancor più durante la mattinata seguente. Infatti, i giovani dell' Animazione Missionaria hanno  fatto visita presso la comunità di Gerace, a Suor Mirella, la testimonianza della quale si è rivelata davvero originale: storia di una ragazza del sud d'Italia, adolescente nel periodo post-unitario, che vive a Genova tutti i disagi dei "Terroni" al settentrione. Dimostrazione in persona di come una vocazione all'età di quindici anni - che la voleva impegnata nella costante riflessione, e fatta tacere per presuntuosi quanto naturali istinti giovanili di dedizione sociale piuttosto che di chiusura in se stessi - possa ripresentarsi in età matura come unica via di ripresa dalle difficoltà della vita. La stranezza del suo isolamento (in uno spazio naturale a dir poco meraviglioso) è rappresentata da un piacevole paradosso: "il mio starmene quassù" - precisa lei - "non vuole assolutamente significare un distacco egoistico da tutti i problemi che riguardano questo mondo, ma è piuttosto una predisposizione all'osservazione e all'ascolto di chi, vivendo direttamente i disagi, si confessa a me. E' questo l'aiuto in senso sociale che io posso dare, con l'ausilio della mia vocazione: senza di essa non ci riuscirei."
 
Alessia: La giornata insieme è continuata la sera stessa, presso la piazza Municipio di Bova Marina, dove con la collaborazione dei ragazzi dell'oratorio locale, la loro musica e la proiezione di alcuni video (provenienti da varie case  salesiane), si è data voce grande alla volontà e alla richiesta di rispetto dei diritti umani: il diritto alla vita, all'istruzione, al lavoro, al gioco...fino al diritto alla salute (fortemente reclamato dai ragazzi della città di Taranto). Ancora una volta è stato dimostrato come attraverso il divertimento e il gioco possano arrivare alle genti messaggi seri e forti di difesa della dignità di ognuno.

Per l'occasione, si è discusso a fondo sulla difficoltà (dal punto di vista governativo e religioso) del rispetto totale dei diritti dell'uomo. Le riflessioni, hanno riguardato soprattutto: il "passaggio" DIRITTO -> FAVORE (atteggiamento fortemente diffuso nel mondo della politica); la responsabilità generazionale degli adulti verso i giovani: quella del precariato, nonché un diritto negato; l'esigenza urgente di diffondere informazione e farsi una cultura di quanto i diritti sono rispettati al mondo; l'impegno delle diverse case salesiane e i diritti fortemente sostenuti da esse: LAVORO (Albania), FAMIGLIA (Puglia, Calabria e Campania), ISTRUZIONE (Napoli), e la formazione delle coscienze (Bari, Bova Marina). 
Si conclude così quest’appuntamento annuale dell’Animazione Missionaria Ispettoriale, appuntamento intenso, non povero di momenti inaspettati, nuovo punto di partenza per le riflessioni e i viaggi veri e propri che i giovani della nostra Ispettoria sono chiamati a fare (molti partiranno per le esperienze estive).

Il terzo, ed ultimo giorno, si è svolto all'insegna dell'informazione e della discussione: presso il Cineteatro don Bosco, ha avuto luogo una conferenza che vedeva come relatori il Dott. Speranza, sindaco di Lamezia terme e don Fabio Bellino, responsabile della pastorale giovanile meridionale; mediatore: Francesco Mele, responsabile laico  dell'Animazione Missionaria IME.

 

Da bova: Alessia e Angelo

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