Ricreare un clima di famiglia

giovedì 26 marzo 2020
News in Pastorale Giovanile

Tratto dalla rivista "Note di Pastorale Giovanile" del mese di febbraio 2020, proponiamo la lettura dell’articolo “Ricreare un clima di famiglia” presente nell'inserto dedicato alla Pastorale Giovanile e Famiglia. L’autore, Gustavo Cavagnari, preside dello Studium Theologicum Salesianum di Gerusalemme, ci invita a ricreare nei nostri ambienti un clima di famiglia. Una breve lettura utile per l'azione pastorale e per la nostra vita comunitaria!

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RICREARE UN CLIMA DI FAMIGLIA

 Un diffuso senso di orfanità

Senza la pretesa di offrire un quadro esauriente degli usi e costumi che caratterizzano la vita delle nostre società, né un’analisi accurata delle loro cause, è possibile affermare che tra i tratti della cultura odierna che più colpiscono i giovani si trova la lacerazione del loro rapporto con gli adulti, ai quali tradizionalmente era affidato il ruolo di rassicurazione e di rilancio. È questa una fessura intergenerazionale provocatasi non per «un vero e proprio conflitto», come forse era capitato in passato, ma per «una reciproca estraneità». In termini generali, infatti, molti giovani oggi «pensano che gli adulti siano un passato che non conta più, che è già superato», e molti adulti, più che amare e prendersi cura dei giovani, «vogliono rubare la gioventù per sé stessi», assumendo «stili giovanilistici, [e] rovesciando il rapporto tra le generazioni».
Uno degli effetti più drammatici di questa situazione è che tanti giovani si sono immersi in una trama dei meri rapporti simmetrici, la quale, a sua volta, ha provocato una diffusa orfanità sul senso e sull’orientamento. Nell’udienza del 28 gennaio 2015 sulla famiglia, il Papa aveva mostrato di aver avvertito la serietà di questo fenomeno contemporaneo: «È più profondo di quel che pensiamo il senso di orfanezza che vivono tanti giovani. Sono orfani in famiglia», giacché i genitori sono spesso assenti, anche quando sono presenti, e sono orfani «anche nella comunità civile». Soli, sradicati, privi «di prospettiva… di strade sicure da percorrere… di maestri di cui fidarsi… d’ideali che riscaldino il cuore… di valori e speranze che li sostengano». Francesco ripeterà la espressione nella sua Esortazione sull’amore nella famiglia: «Il sentimento di essere orfani che sperimentano oggi molti bambini e giovani è più profondo di quanto pensiamo»; e anche nella sua ultima Esortazione: «Molti giovani che arrivano [ai nostri ambienti] si trovano in una profonda situazione di orfanezza» (ChV 216).

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