L'incontro sinodale tra i giovani e il don Bosco al sud

lunedì 19 febbraio 2018
News in Ispettoria

 “Il cuore parla al cuore, la lingua parla alle orecchie”, cosi come diceva San Francesco di Sales siamo pronti, riuniti nel momento sinodale centrale che la nostra ispettoria ha iniziato mesi fa.

Immaginate il momento: all’oratorio di Santeramo in Colle tanti giovani rappresentanti delle case salesiane meridionali, cuori desiderosi di essere ascoltati; un cuore attento e accogliente, quello del nostro Ispettore, Don Angelo Santorsola, seduto con carta e penna davanti a noi, pronto a cogliere e rispondere agli spunti e alle richieste frutto di questi giorni di riflessione e…il dialogo sinodale ha inizio.

La prima riflessione fatta da noi giovani consiste nell’aver notato nei nostri ambienti l’assenza di proposte alternative al cammino di animazione, l’assenza quindi di un centro giovanile che sappia coinvolgere i giovani e proporre itinerari formativi accattivanti.

L’ispettore si chiede cosa dovrebbe essere oggi un centro giovanile invitandoci ad essere creativi e propositivi perché nella ricerca di questa nuova identità il nostro ruolo è fondamentale. Don Angelo è certo che l’oratorio debba aprirsi all’esterno, confrontarsi con il contesto, e offrire formazione solida ad intra e ad extra.

Il secondo spunto, parte dalla difficoltà di noi giovani oratoriani a dialogare con il mondo degli adulti nelle nostre parrocchie o oratori. Come fare perché gli adulti non ostacolino i giovani?

La risposta dell’ispettore è chiara e limpida: il protagonismo giovanile è il cuore dell’oratorio ma la collaborazione con gli adulti è necessaria perché i nostri sforzi portino frutto. L’ispettore ricorda l’importanza di dialogare e trovare equilibrio fra le parti al fine di creare un autentico spirito di famiglia.

La terza grande riflessione che parte dai giovani riguarda l’educazione integrale del ragazzo. Cosa i nostri oratori oggi dovrebbero promuovere? Più sport, più momenti culturali, più attenzione ai poveri, cammini di fede più autentici?

Tante importanti questioni a cui l’ispettore risponde affermando l’importanza dell’associazionismo nei nostri ambienti, la necessità di ritornare a “sfruttare” sport, cultura, teatro, cinema, per ripopolare i nostri oratori di giovani, perché non è vero che i giovani d’oggi sono superficiali e si accontentano di poco, al contrario desiderano conoscere, sapere e confrontarsi e soprattutto essere accompagnati da guide preparate e credibili.

Riguardo l’attenzione ai poveri Don Angelo afferma che “saranno i poveri a salvarci”. Perdere l’attenzione alle periferie esistenziali delle nostre città sarebbe come perdere un tassello della nostra cristianità; l’attenzione al povero, la ricerca dell’essenziale devono guidare le progettazioni di nostri ambienti e per far questo è necessaria una valida formazione cristiana.

L’ispettore ci invita ad aumentare lo studio salesiano, a leggere e rileggere Don Bosco per alimentare la nostra passione educativa, a chiedere ai nostri salesiani formazione in tutti quegli ambiti, così vicini a noi e così poco trattati ,come l’educazione all’affettività e la sessualità, ad “abitare” le nostre relazioni per viverle in profondità.

Essere cristiani credibili richiede molto impegno, ma Don Angelo ci invita a leggere la Parola di Dio, a sentirla come carezza nella nostra vita, a metterla in pratica testimoniando la gioia dell’incontro con Gesù, ci chiede di avere coraggio (cor-agere), di mettere in azione il nostro cuore, di essere audaci nel proporre e umili nel collaborare, di aiutarlo perché solo insieme possiamo arrivare lontano, far battere i nostri cuori all’unisono, riscoprire la bellezza nella vita e nel servizio.

Cuori parlanti e cuori ascoltanti, uniti e proiettati verso un futuro in cui ogni giovane possa trovare il suo posto nei nostri oratori e nella vita.

Restate connessi, perché questo è solo l’inizio di un lungo cammino in cui saremo tutti chiamati a fare la nostra parte.

Elisabetta Lella

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