Comunicazione Sociale

PREMESSA
dalle Costituzioni Salesiane - Articolo 43
Operiamo nel settore della comunicazione sociale.

É un campo di azione significativo che rientra tra le priorità apostoliche della missione salesiana.
Il nostro fondatore intuì il valore di questa scuola di massa, che crea cultura e diffonde modelli di vita e s'impegnò in imprese apostoliche originali per difendere e sostenere la fede del popolo.
Sul suo esempio valorizziamo come doni di Dio le grandi possibilità che la comunicazione sociale ci offre per l'educazione e l'evangelizzazione.

 

IMPEGNI SPECIFICI 2016 - 2017

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  1. Gestione del Sito Web, Animazione della RETE (creazione della Corporate Identity - Engagment - Community), SOCIAL NETWORK ispettoriale e App. (memoria storica, archivi, strumenti condivisibili…)

  2. Centro di produzione di elaborati grafici per eventi e percorsi legati ai settori di animazione missionaria, vocazionale e del MGS e di materiale multimediale per attività legate alla Pastorale Giovanile

  3. Ufficio stampa

  4. Elaborare il nuovo Piano delle Comunicazioni Sociali ispettoriale

  5. Costituire la Consulta di settore

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  1. Presentazione e assimilazione a livello ispettoriale del documento “I salesiani e la rete”.

  2. Workshop Giovani CS (Incontro Annuale)- Formazione e aggiornamento su tematiche e imprese di CS (Lecce)

  3. Gruppo GIOVANI.COM. Incontri Mensili di formazione e produzione di itinerari di Media Education.

  4. Proposta e supporto per la formazione in ordine ai linguaggi delle CS

 

Don Bosco è grande per la qualità comunicativa che ha saputo infondere nel suo essere in mezzo ai giovani, nell’invenzione di una pratica educativa di eccezionale valore (il “sistema preventivo”, come ebbe a chiamarlo), nella realizzazione del suo oratorio, nel disporre sempre ogni risorsa per il loro bene.

A questo proposito vale la pena ascoltare uno degli specialisti nello studio della comunicazione, Umberto Eco. In un articolo attribuisce a Don Bosco il merito di una "grande rivoluzione" nel campo della comunicazione, per aver proposto e realizzato nel suo oratorio l’utopia di "un nuovo modo di stare insieme", che sarà capace di proporsi quale efficace strategia nei confronti di una società delle comunicazioni di massa non più caratterizzata dalla presenza di alcuni dinosauri (la radio, la televisione, i giornali, il cinema), ma polverizzata in una serie di comportamenti ("fanno parte, infatti, delle comunicazioni di massa anche i blue-jeans, la droga, il commercio di chitarre usate, il modo di aggregarsi per gruppi e per bande"). In questo contesto "l’urgenza non è produrre altri dinosauri, ma prendere atto della polverizzazione dei canali e costruire nuovi modi di usarli, cambiarli, alternarli, confonderli". "Don Bosco inventa [questa rivoluzione], poi la esporta verso la rete delle parrocchie e l’Azione Cattolica, ma il nucleo è là, quando questo geniale riformatore intravede che la società industriale richiede nuovi modi di aggregazione, prima giovanile poi adulta, e inventa l’oratorio salesiano: una macchina perfetta in cui ogni canale di comunicazione, dal gioco alla musica, dal teatro alla stampa, è gestito in proprio su basi minime e riutilizzato e discusso quando la comunicazione viene da fuori. Ricordiamo che negli anni Cinquanta una rete di dodicimila piccole sale parrocchiali era arrivata a influenzare i produttori cinematografici.

La genialità dell’oratorio è che esso prescrive ai suoi frequentatori un codice morale e religioso, ma poi accoglie anche chi non lo segue. In tal senso il progetto di don Bosco investe tutta la società italiana nell’era industriale." Perché il "progetto don Bosco" continui nella sua efficacia – continua Eco – è necessario "qualcuno o un gruppo con la stessa immaginazione sociologica, lo stesso senso dei tempi, la stessa inventività organizzativa. Al di fuori di questo quadro nessuna forza ideologica può elaborare una politica globale di massa, e dovrà limitarsi all’occupazione (spesso inutile e sovente dannosa) dei vertici dei grandi dinosauri, che contano meno di quanto si creda".

La "grande rivoluzione" operata da Don Bosco risulterebbe pura utopia senza il riferimento alla persona che sappiamo avere ispirato profondamente Don Bosco: San Francesco di Sales. Guardando al santo vescovo di Ginevra come a un eccellente comunicatore sotto molti aspetti (fu un giornalista creativo, e attivo in molti altri aspetti dell'attività di comunicazione),e semplicemente ripercorrendo gli inizi dell'Oratorio di Valdocco scopriamo come San Francesco di Sales abbia ispirato profondamente Don Bosco. Lasciamo al nostro famoso storico don Pietro Stella il compito di chiarire questo punto:

Nell'oratorio di don Bosco, fin dai primordi, il centro e il cuore erano costituiti dalla cameretta di don Bosco e dalla cappella; entrambi gli ambiente potevano considerarsi come depositari di una serie di messaggi che don Bosco rivolgeva ai suoi interlocutori. Giovani e adulti che entravano nella stanza trovavano affisso sulla parete un cartello con la scritta: «da mihi animas, coetera (sic) tolle», che era oltre che un motto anche una preghiera giaculatoria rivolta a Dio. La cappella, poi sostituita da una più capiente chiesetta, era significativamente dedicata a S. Francesco di Sales per indicare, nell'esplicita spiegazione che ne forniva don Bosco, lo stile educativo suo proprio: non l'inquadramento severo, ma la dolcezza dell'educatore; e l'allegria come manifestazione dell'intima adesione alla grazia divina che i giovani dovevano realizzare ed esprimere. 

Don Bosco, possiamo esserne certi, non ha guardato a San Francesco di Sales come a suo ispiratore di particolari aspetti della attività di comunicazione; quello che ha caratterizzato entrambi 'Francesco e Giovanni', in realtà, è la capacità creativa, l'ottimismo, l'amorevole e allo stesso tempo costante impegno di superare tutti gli ostacoli alla diffusione del Vangelo di salvezza.

Tutti e due furono veri comunicatori del vangelo dell'amore di Dio e costruttori del suo Regno.

La comunicazione si sviluppa all'interno del quadro di riferimento della missione salesiana verso i giovani, come una dimensione che attraversa tutta la attività dell'azione educativa-pastorale, allo stesso livello delle altre opere salesiane. Si tratta di una attività che appartiene alla missione e, attraverso la gestione di processi e prodotti, mira a creare e rafforzare gli ambienti salesiani di comunicazione. All'interno dell'unica missione, la comunicazione salesiana si propone sempre un lavoro di coordinamento, in sintonia con gli altri settori della missione salesiana.

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